Ieri e oggi; Nel passato e nel presente; Nella realtà e nell’irrealtà, una Nazione uccide i suoi figli.

I fiori della giovinezza sfioriscono perché il loro Paese li ha trascurati.

I fiori della giovinezza hanno bisogno delle cure necessarie, vanno accompagnati.

Ma troppo presto ci si dimentica di loro, destinandoli all’imminente sfioritura.

“Ceneri di giovinezza” è il concetto che racchiude l’arco di tempo di questa breve fioritura: qualcosa non ha ancora fatto in tempo a nascere che è già destinata alla morte.

Solo due colori, uniche temperature di questo spaccato: il bianco della purezza di questi giovani fiori e il rosso del sangue della loro sfioritura.

Chi ha ucciso i figli dell’Italia, malinconici fiori solitari? Mentre tutti si battono in un clima di odio, un meraviglioso giardino, quello della giovinezza, perde i suoi fiori più preziosi. Diventano cenere perché vivono isolati, convinti di non essere compresi, di essere troppo distanti, ma soprattutto di essere fioriti troppo rapidamente e certi che la loro sfioritura avverrà prima di quella dei loro padri.

Due sono anche i tempi: uno parla al passato, l’altro al presente; uno parla d’amore, uno parla d’odio; uno è spinto dalla paura, l’altro dal coraggio. Luci e ombre, giorno e notte, bianco e nero; nessuna sfumatura, nessun grigio. Solo romanticismo o solo violenza.

Neanche ventenni, sono proprio i giovani a morire.

Una Nazione uccide i suoi figli: non c’è odio che tenga di fronte alla morte dei fiori appena sbocciati.

regia di Leonardo Bianchi

con

Marco Bellomo

Leonardo Bianchi

Ottavia Della Porta

Sofia Guidi

Valerio Leoni

Agnese Lorenzini

Valerio Riondino

Progetto grafico Alessandro Bianchi